Daniel Schlaepfer

 

Caro Daniel,

ti incontrai la prima volta alla bancarella della nostra associazione.

Un’euforia di vivere, la tua, che contagiò subito tutti noi!

Ci comunicasti la tua felicità di vivere grazie a un polmone ricevuto in dono. Respirare, camminare: una vera conquista! Azioni che per la maggior parte delle persone sono davvero scontate e automatiche, per te erano un vero regalo.

Mi coinvolsi subito nella tua storia, mi sentii una compagna d’avventura, solo un po’ più vecchia per esperienza e anni.

La tua allegria mi riportò alla memoria l’euforia dopo il mio trapianto di fegato: una gratitudine immensa nei confronti di chi, prima di partire da questo mondo, aveva deciso che i suoi organi aiutassero qualcuno di sconosciuto a continuare a vivere. Un dono vero, un ultimo grande gesto di solidarietà umana.

Per alcuni mesi hai assaporato nuovamente la vita, poi la diagnosi: rigetto acuto dell’organo trapiantato.

Continuasti la tua strada con la tua allegria e il tuo humor incredibile.

Un anno dopo averti conosciuto, di nuovo a Biasca dove tu vivevi, arrivasti alla nostra bancarella con un passo che ora comportava di nuovo grande fatica.

Ci comunicasti il tuo stato di salute, del quale fummo colpiti e rattristati. In quell’occasione il tuo humor si colorò anche un po’ di tinte scure: scherzammo insieme sul tema del nostro futuro funerale.

Poi, seppi del tuo peggioramento. Avevo paura di scriverti, di essere banale, di dire la parola sbagliata.

Qualche piccolo messaggio su WhatsApp; nel tuo scrivesti un giorno: “Una giornata senza riso è una giornata persa”. Poi, quando partisti pochi giorni fa per Zurigo, mi scrivesti che senza il dono di un polmone non avevi più speranze. L’augurio di buon viaggio che ti feci pochi giorni fa si è rivelato purtroppo premonitore.

 

Con le lacrime ho accolto oggi la notizia che, caro Daniel, sei partito per il tuo ultimo grande viaggio. A noi, che per ora stiamo ancora qui, non resta che piangerti e tentare di consolarci con il pensiero che dopo tanto attendere, sperare e soffrire tu abbia trovato la pace.

 

Alla tua compagna, ai tuoi famigliari e a tutti coloro che ti hanno voluto bene giungano i sentimenti di sincera partecipazione del comitato della nostra associazione.

 

Grazie Daniel per quello che hai saputo trasmetterci in questo breve tempo in cui ti abbiamo conosciuto.

                                                                           

Nel tuo nome, caro Daniel, ci impegneremo ancor di più nella nostra attività d’informazione e sensibilizzazione sul dono d’organi.

Con te nel pensiero, continueremo a informare sempre più persone sull’importanza di prendere una decisione.

 

 

Con grande tristezza nel cuore:

Per l’Associazione “Insieme per ricevere e donare”:

 

Brigitte

 

 

 

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